“Non dovete preoccuparvi di introdurre il passaporto digitale dei prodotti.
Lunedì 20 ottobre 2025Intervista con Hans de Gier, fondatore e CEO di SyncForce
L’industria delle costruzioni sta affrontando una radicale trasformazione digitale che avrà importanti implicazioni per i fornitori e i grossisti di materiali da costruzione. Ad esempio, l’annunciata introduzione di un passaporto digitale europeo dei prodotti (EU-DPP) sta scatenando il panico in diversi settori. Non ha senso”, afferma l’esperto Hans de Gier. C’è ancora troppa incertezza su quando il DPP UE entrerà in vigore, su quali prodotti si applicherà e su quali requisiti imporrà esattamente.

De Gier è fondatore e CEO di SyncForce, un’azienda olandese che aiuta i produttori a gestire il loro portafoglio di prodotti nuovi e in evoluzione. Si tratta di gestire i dati dei prodotti in sistemi digitali in modo che possano essere utilizzati in varie applicazioni, sia esterne che interne. Si pensi alle specifiche fisiche o chimiche, all’origine, alla durata di conservazione, alle informazioni sul prezzo, alla certificazione, alla responsabilità e alla logistica. Allo stesso tempo, i dati devono essere scambiabili tra diversi sistemi e adeguatamente protetti.
Incertezza alimentata dalla proliferazione
Secondo De Gier, l’attuale panico intorno all’RPL dell’UE è causato da più di 200 aziende IT che cercano di capitalizzare il clamore. Ad esempio, offrono siti web con i dati dei prodotti, la tracciabilità della catena di fornitura basata su blockchain o i cosiddetti gemelli digitali per verificare l’autenticità di un prodotto di marca.
Esistono quindi diverse alternative, ma nessuno di questi “passaporti” è un DPP ufficiale dell’UE. Sono ancora in fase di sviluppo e svolgeranno un ruolo ufficiale in diversi regolamenti dell’UE, come il regolamento sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili (ESPR, regolamento (UE) 2024/1781), il regolamento sulle batterie (regolamento (UE) 2023/1542) e il regolamento sui prodotti da costruzione (CPR, regolamento (UE) 2024/3110) recentemente rivisto.
Inoltre, grandi consorzi europei stanno influenzando lo sviluppo del passaporto digitale dei prodotti, come Battery Pass (che si concentra sulla tracciabilità delle batterie per i veicoli elettrici e le applicazioni industriali) e CIRPASS (che lavora su un modello di dati intersettoriale per il tessile, l’elettronica e le batterie, tra gli altri). Questi consorzi, spesso finanziati dall’UE, stanno sviluppando standard, strutture di dati e prototipi in linea con la futura legislazione.
Tutte queste iniziative sottolineano la necessità di dati standardizzati, ma l’obbligo di avere un RPL europeo non si applica a tutti i prodotti. Inoltre, non è ancora chiaro quando questo obbligo entrerà ufficialmente in vigore. Il processo normativo europeo è complesso e ogni bozza porta a nuove modifiche e nuove esenzioni. Il miglior consiglio che possiamo dare è quello di aspettare e vedere.
Dal codice a barre al QR
Uno dei cambiamenti concreti che fornitori e rivenditori dovranno affrontare nel prossimo futuro è il passaggio dai codici a barre tradizionali ai codici QR – il Project Sunrise di GS1. Questo cambiamento sarà ampiamente implementato entro il 2027 e avrà un impatto di vasta portata sulle modalità di tracciamento dei prodotti.
De Gier spiega: “Il passaggio ai codici QR rende l’interazione con i prodotti molto più efficiente e facile da usare. Questo passaggio è particolarmente vantaggioso per i prodotti che richiedono una forte interazione con il cliente, come i sistemi di riscaldamento o altri prodotti tecnici per l’edilizia. I clienti possono facilmente ottenere maggiori informazioni sul prodotto, ordinare pezzi di ricambio o richiedere informazioni tramite il codice QR, migliorando così la soddisfazione e la fedeltà dei clienti.
Tuttavia, l’introduzione dei codici QR non avverrà dall’oggi al domani. Richiederà uno stretto coordinamento tra produttori, grossisti e dettaglianti, che dovranno dotarsi di nuovi lettori e software. Probabilmente ci sarà un periodo di transizione durante il quale i codici a barre e i codici QR coesisteranno.
Il cambiamento del ruolo della vendita al dettaglio
De Gier ritiene che tali iniziative consentiranno ai produttori di interagire più direttamente con i clienti in futuro. “Possono lavorare direttamente con il cliente finale, il che potrebbe cambiare il ruolo dei grossisti”, afferma. “Lo abbiamo già visto con l’avvento dell’e-commerce nella vendita al dettaglio, quando i marchi hanno iniziato ad aprire i propri negozi online.
Tuttavia, De Gier ritiene che i rivenditori svolgeranno un ruolo importante in futuro, soprattutto se si adegueranno agli sviluppi digitali. “Possono mantenere la loro posizione migliorando la loro offerta digitale, ad esempio offrendo più informazioni e strumenti digitali attraverso piattaforme online, soprattutto per i prodotti a marchio privato/private label”.
Normative ambientali e di imballaggio
Oltre agli sviluppi tecnologici, i fornitori e i rivenditori devono anche adattarsi a leggi e regolamenti più severi, soprattutto nel campo della sostenibilità. Un esempio è il previsto regolamento sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR): “Ha un impatto enorme sul modo in cui le aziende devono gestire e comunicare i dati sugli imballaggi. Il regolamento impone alle aziende di tenere un registro dei materiali di imballaggio e di garantire la trasparenza, il che comporta elevati oneri amministrativi.
“La gestione dei dati sugli imballaggi non è solo una questione di conformità alla legislazione”, afferma De Gier. “È anche essenziale per le aziende che attribuiscono grande importanza allo sviluppo sostenibile. La rendicontazione ESG sta diventando sempre più importante e le aziende devono essere in grado di comunicare con precisione i dati relativi agli imballaggi. Le aziende che non sono in grado di presentare adeguatamente la sostenibilità dei loro prodotti rischiano di avere problemi in futuro”, aggiunge De Gier.
Il ruolo dell’IA nella gestione delle informazioni sui prodotti
L’integrazione dell’intelligenza artificiale (AI) nella gestione delle informazioni sui prodotti è una tendenza importante. “Molti sistemi attuali, come GS1 ed ETIM, memorizzano i dati sui prodotti in modo strutturato, ma non sono molto interoperabili tra sistemi e settori diversi”, spiega De Gier. “L’intelligenza artificiale può contribuire a colmare questo divario traducendo i dati tra i sistemi, il che può portare a una migliore collaborazione tra fornitori, grossisti e dettaglianti. L’intelligenza artificiale rende anche più facile condividere i dati sulla sostenibilità in modo comprensibile per tutti”.
Digitale e sostenibile
Il futuro dell’industria dei materiali da costruzione è digitale e sostenibile. Fornitori e grossisti devono prepararsi ai cambiamenti tecnologici e normativi. Dall’introduzione dei codici QR per l’interazione e la tracciabilità dei prodotti alla conformità con le normative più severe in materia di sostenibilità, il settore deve affrontare sfide importanti. Tuttavia, De Gier sottolinea che ogni sfida offre anche delle opportunità: “Le aziende che investono nei sistemi e nelle tecnologie giuste possono rafforzare la loro posizione competitiva e prepararsi meglio al futuro”.
I fornitori e i grossisti che sanno come utilizzare la tecnologia e la sostenibilità non solo rispetteranno le leggi e le normative, ma getteranno anche solide basi per un futuro sostenibile e orientato al cliente nel settore delle costruzioni.
Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito web di SyncForce.
